Miscellanea

mercoledì, 17 09 2003

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Un disagio individuale
Rompiballe!!!!! Siete tutti dei rompiballe!!!!!
Ora mi affaccio alla finestra e lo dico al primo che passa: «Lei è un rompiballe!!».
E se vuole dununciarmi prego, faccia pure. Ma deve sapere che non vincerà, è un disagio individuale



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mercoledì, 17 09 2003

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Niente decisioni drastiche, please
Kronik pubblica una lunga e bella intervista a Daniele Rumori, boss della Homesleep, una delle più famose e vitali indie label italiane, per cui pubblicano Giardini di Mirò, Yuppie Flu, Julie’s Haircut e molti altri. Vari e interessanti gli argomenti toccati, ma mi ha colpito il finale un po’ amaro, che la dice lunga sullo stato delle cose della discografia italiana.
Homesleep è diventata per noi un` attività a tempo pieno, e purtroppo, nonostante tutti i nostri sforzi, non riesce ancora a darci uno stipendio dignitoso, in grado di farci arrivare alla fine del mese con la pancia piena… quindi spero davvero di poter presto riuscire a vivere senza preoccupazioni lavorando esclusivamente per Homesleep… Il fatto è che, se si continua così, presto o tardi saremo costretti a prendere delle decisioni drastiche sul futuro di Homesleep. Questi passati costruendo e coltivando la Homesleep saranno, ne sono certo, gli anni più belli della mia vita. Se dovessi rimanere senza Homesleep ricorderei questo periodo con una nostalgia allucinante… ecco, la mia più segreta speranza per homesleep è proprio questa, far sì che il giorno della nostalgia non arrivi mai…


martedì, 16 09 2003

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Oggi niente spesa
Sono il primo ad essere scettico davanti ad iniziative simili, ma aderisco lo stesso, stavolta si è passato il segno: oggi c’è lo sciopero della spesa. Le motivazioni sono riassunte qui. Io aderisco, e rimando ai prossimi giorni ogni acquisto. Vediamo.

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martedì, 16 09 2003

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L’esorcista di Rio
Stasera, tanto per cambiare, non sapevo se uscire o no. Alla fine, complice una visita inattesa, la cena tardi e un po’ di cazzeggio, l’inerzia ha avuto il sopravvento e sono rimasto in casa. Una cosa tira l’altra: prima ho lavato i piatti guardando Will e Grace, poi ho notato che ne stavano dando un’altra puntata (due di fila? ma stasera non doveva esseci l’esorcista?), quindi è iniziato un inspiegabile Speciale Lucignolo, atto esclusivamente a ripetere decine di volte che film straordinario sia L’esorcista e quanto sia spaventoso (a letto i bambini e bla bla bla). Ero talmente pieno di ammirazione per la sfacciataggine con cui stavano continuando a procrastinare la messa in onda (non sapevo ancora che, dopo le polemiche dei giorni scorsi, era già stato deciso il rinvio di un’ora) che quasi senza accorgermene mi sono ritrovato a vederne le scene iniziali. E va bene, è arrivato il mio momento di vedere ‘il film più terrorizzante di tutti i tempi’. Vediamo un po’.
Il disappunto è stato notevole. Il ritmo del film è talmente lento che ho rischiato più volte di appisolarmi, la messa in onda di stasera è stata evidentemente flagellata da un numero straordinario di tagli (che sia una sapiente metafora del volto della bambina posseduta?), le interruzioni pubblicitarie sono state lunghe ed insistenti, ed il refrain Conoscete Sergio?!? irrompeva con una tale violenza nei silenzi carichi di tensione del film da risultare assai più spaventoso delle avventure della piccola Regan. Ad un certo punto, forse sotto l’effetto di qualche entità maligna, sono caduto in uno stato di trance e ho cominciato ad avere strane allucinazioni: sembra che padre Karras chieda alla bambina se conosce un tale Sergio di Rio, e che per l’esorcismo usi una bottiglia di Smirnoff Ice al posto dell’acqua santa; la bambina pare non gradire e inizia a vomitare una schifezza verde, forse è la vodka che gli ha fatto andare di traverso la peperonata.
Il film è finito e neanche me ne sono accorto. Quando ho rivisto la pubblicità dello Smirnoff Ice però ho avuto un brivido. Brr.



martedì, 16 09 2003

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Cancerogeno pure questo, che noia
Fortuna che il sugo all’arrabbiata di solito me lo faccio da solo.

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lunedì, 15 09 2003

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The state I’m in
Ho un amico, è uno strano.
Uno che continua a rimandare, che fa di tutto per perdere tempo, che si sveglia sempre più tardi e riesce a dormire anche 11 ore se nessuno lo ferma (la coscienza non ci riesce). Uno che forse ha trovato l’idea giusta o forse no, è un po’ indeciso ed ha bisogno di conferme che però non sa esattamente come ottenere. Uno che sta ascoltando da mezz’ora I’m a cuckoo dei Belle & Sebastian ma l’umore non migliora. Uno che venerdì sera è andato a vedere per la forse quindicesima volta gli Afterhours ed è rimasto colpito dal fatto che gli piacciano ancora e da come almeno una metà delle canzoni che hanno suonato siano indiscutibilmente grandi canzoni. Uno che sabato sera è andato all’Anti-Mtv Day, si è sentito fuori posto e vecchio e borghese ma si è divertito, ha avuto conferma che l’hardcore non è il suo genere ma ha cmq sentito un paio di gruppi niente male. Uno che ha maledetto il sito dell’Ikea perchè il catalogo è tutto in Flash ed è impossibile da navigare, uno in qualche modo deve capire che tipo di scaffalatura gigante comprare per mettere tutti i cd che non ci stanno più da nessuna parte e che adesso sono tutti in sacchetti e scatoloni al centro della stanza e fanno così pena, no? Sennò uno la compra alla Coop, chè c’è pure lo sconto soci… Uno che pensa perchè sto scrivendo queste cose, chè poi gli amici gli amici pensano sia depresso e gli mandano le mail per chiedergli se c’è qualcosa che non va. Uno che però adesso la smette. Lo giuro. Ecco, lo sapevo, mi sono tradito.


domenica, 14 09 2003

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Blog Live
O sono ubriaco o qui a Bologna c’è appena stata una scossa di terremoto. Molto forte.
Update: Magnitudo 5.0, epicentro sull’Appennino, qualche dettaglio qui.


domenica, 14 09 2003

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di

PALaZ meets inkiostro #2: 10 anni da In Utero
[Inkiostro ospita di nuovo il contributo di PALaZ, in occasione del decennale dell’uscita di uno dei più grandi dischi rock degli anni ’90 -nonchè testamento artistico di Kurt Cobain-: In Utero dei Nirvana.]

quando conobbi kurt cobain lui era già morto. e questo dice già tutto su certe impazienze. anzi, vedevo la faccia luttata di un mio amico, un professore appoggiava una mano di consolazione sulla spalla. ma oggi non si commemora lui ma in utero, che è comunque lui. l’ho preso come ascolto questa sera, l’ho lasciato gocciolare a mo’ di patera pertusa, una libagione mio caro. non lo sto sentendo neanche, mi passa dietro il collo come nessunissima leccata, lingua inaridita, forse perchè troppo spesso abusata.

il 1993 è successo dopo, alcuni anni dopo, io l’ho ritrovato dopo, lì dentro, qui dentro. mi ricordo una cassetta registrata male, come tutte le cassette registrate, ma lì dentro il disturbo si accordava alla musica come sua migliore compagnia. la musica un tempo suonava così, non suoni lisci e levigati, ma tutto il rigetto magnetico che si disperdeva nell’aria veniva a tappeto. fallo adesso, dai.

sabato in un locale tutto espressione come una vetrina di cambio stagione. gente pulita, scocca la mezzanotte e il giorno dopo e 10 anni dopo. nessuno che si ricordi, io non sono come loro ma posso fare finta. faccio finta di niente, ce ne siamo andati. li ho disprezzati.

il 1993 è durato tantissimo, sulle dita, su quattro accordi messi in croce come lezione per imparare a suonare. spingo play poi rewind poi play poi rewind poi play poi rewind, poi mi accontento, spingo play, perchè già c’ero arrivato.

in utero, inutero, in ut ero, dentro come sarò? poi play. non ho mai avuto i pantaloni stracciati, non ne ho avuto il tempo, non li rimpiango, lo erano dentro.

ecco le parole pertinenti, mi sono svegliato da solo, senza che nessuno lo facesse per me, era già mattina inoltrata, era una bella giornata, avevo messo su un film, ne ho visto metà e mi sono stancato, ho tutte le videocassette viste a metà, ho dato da mangiare a me e al cane, prima al cane, poi il pomeriggio è diventato uno strazio, tra televisione e morsi dati per la fame che non si spegneva, era più la noia che il pranzo scarso, era un pomeriggio intorno al tavolo, ero solo come appena svegliato, neanche la forza di prendere una parola pertinente, fino a sera, è tornato qualcuno, potevo tornare a nascondermi e il mio letto che fa più spigoli che buon riposo, ho cambiato canale, ho detto che ci avrei pensato domani, volevo una giornata delle mie ed è stata così, proprio.

insomma 10 anni fa, esce in utero (che già è un controsenso), è vero, non è mai uscito. è dentro.



sabato, 13 09 2003

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Il pomo della discordia, cogli la prima mela, una mela al giorno…
Ok, non ho abbastanza fantasia per farmi venire in mente un titolo più originale. E la storia è un po’ intricata, quindi non perdo tempo a spiegarvela: andate qui e scoprirete perchè i legali dei Beatles hanno recentemente fatto causa alla Apple. Centra una mela, ovviamente. Il pomo della discordia, appunto.

sabato, 13 09 2003

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Il paradiso e l’inferno
Nick Cave
sulla morte di Johnny Cash (dal Guardian, qui tutto l’articolo): «Poteva cantare un verso e dargli contemporaneamente il paradiso e l’inferno».


venerdì, 12 09 2003

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Oggi questo blog è in lutto
E’ morto Johnny Cash.

venerdì, 12 09 2003

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Xchè?
Dopo Xdono Tiziano Ferro ritorna con Xverso. X farla breve? Un Xdente.

giovedì, 11 09 2003

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Liberatorio
Stamattina ho fatto Book Shifting.
Per cominciare un Cunningham sopra un Wilbur Smith e un De Lillo sopra il best seller di Totti. Una soddisfazione.


giovedì, 11 09 2003

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Storcere il naso
Era stato un incontro dai connotati fatali, di quelli in cui sembra che il destino voglia dirti qualcosa. E io a queste cose, di solito, ci credo: così appena ho potuto ho comprato il disco d’esordio, omonimo, di Terje Nordgarden.
Nordgarden è un personaggio promettente; giovanissimo, cantautore acustico, norvegese trapiantato in Italia (il disco esce per la Stoutmusic ed è prodotto dal leggendario Paolo Benvegnù). Insomma, mi sono disposto all’ascolto del disco sapendo che c’erano gli ingredienti per qualcosa di più di una meteora musicale. Ma forse mi aspettavo troppo. Prima sono stato dubbioso, poi mi sono fatto conquistare dalla manciata di buone canzoni che contiene (in particolare Paint you a picture, ma anche All yr notes e Coming back home), ma alla fine mi sono dovuto arrendere: fato o meno, quel disco non mi avrebbe cambiato la vita. Proprio no.
Intendiamoci, il disco non è niente male, si ascolta bene ed è assolutamente piacevole. Ma una domanda è inevitabile: quando gente come Jeff Buckley o Nick Drake ha detto le stesse cose anni fa (in modo incommensurabilmente più originale e intenso, mi sia concesso), come si fa ad appassionarsi a dischi simili? Fosse stato un po’ più corto (13 canzoni in questo caso sono decisamente troppe), avesse avuto testi migliori e fosse stato costituito tutto di buone canzoni, lo si sarebbe salutato come un promettente disco d’esordio. E invece si è costretti a storcere il naso, a inventarsi giustificazioni e a rifugiarsi dietro i periodi ipotetici dell’irrealtà per parlarne.
Comunque Aspettiamo la prova live, solitamente questo genere di musica dal vivo rende di più. Ecco, l’ho fatto di nuovo, un’altra giustificazione.




mercoledì, 10 09 2003

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C’è chi già sbava all’idea
Massimo Coppola, che fino a un anno fa allietava le nostre serate casalinghe con i monologhi surreali di Brand:New, sta per tornare su Mtv con un nuovo programma. Per ora se ne sa poco, a parte il titolo, Pavlov, e la poco promettente definizione di “finto reality-show”. Tendo ad essere pessimista, anche se per ora Coppola tra Brand:New e Cocktail d’amore non mi ha ancora deluso. Speriamo bene.

mercoledì, 10 09 2003

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Alta Fedeltà, Basso share
Dovrei metterlo tra i lavori demenziali dei miei sogni? Di norma no; eppure la mansione di costruire i palinsesti delle reti televisive non di rado approda a risultati quanto meno ridicoli.
Ecco un esempio: RaiUno ha per le mani la prestigiosa Prima Tv di Alta Fedeltà, tratto dal celeberrimo romanzo di Nick Hornby, con John Cusack, Tim Robbins e Catherine Zeta-Jones. Ok, il film non è un granchè (anzi, diciamo che è proprio bruttino), però è una prima visione, è un bollino verde e il titolo ha un certo richiamo. Voi quando lo programmereste? Io in una prima (al massimo seconda) serata infrasettimanale, l’ideale per avere l’attenzione del target di riferimento e conquistare la massima quota di share a disposizione. Pensate che a RaiUno abbiano ragionato in questo modo?
Vi sbagliate. Quelle volpi hanno deciso di mandarlo in onda Sabato 13 all’1 di notte. E, non paghi, gli hanno concesso un traino d’eccezione: prima la soporifera premiazione del Premio Campiello, poi una trasmissione interamente dedicata all’opera, condotta dal rutilante Antonio Lubrano. Quanti spettatori volenterosi -e rimasti a casa il sabato sera- credete riusciranno a rimanere svegli?



martedì, 09 09 2003

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E ora prova a fare Ctrl + Alt + Canc…
Ieri sera, mentre camminavo, sono passato vicino alla pensilina dei bus di Piazza Minghetti, e ho notato una cosa nello schermo di una macchinetta per i biglietti. Invece che dalla consueta interfaccia -che non ricordo, visto che solo di rado uso gli autobus- lo schermo era occupato da uno splendido schermo blu di Windows, sintomo di un crash di sistema. Ho pensato che si sarebbe potuto riavviare, se almeno ci fosse stata una tastiera. Niente di che, giusto un sorriso appena accennato. Poi però mi sono ricordato di questa pagina, ho pensato al megaschermo di Macy’s e altro che risate…

martedì, 09 09 2003

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Un’avanguardia del passato ora è una retroguardia?
Un bel post di Daniela Amenta (sì, quella Daniela Amenta) sugli Skiantos.

lunedì, 08 09 2003

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Referrers’ blues special
Avevo promesso di smettere, ma questi due referrer del mese scorso non possono passare sotto silenzio:
a frequenze disturbate ho conosciuto una ragazza (se tu che hai cercato sei la suddetta ragazza, speri che qualcuno l’abbia scritto per rintracciarlo -disperato, ma ragionevole- mentre se sei tu ad aver conosciuto una ragazza, sei davvero una volpe ad usare una stringa di ricerca simile…)
consigli per arredare con gusto una sala ristorante («con gusto?» Di grazia, c’è qualcuno che dà consigli per arredarla senza gusto?)



lunedì, 08 09 2003

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Fiona, facce piagnere
A Febbraio, dopo 5 anni di silenzio, uscirà il nuovo album di Fiona Apple. Pare che il suo produttore, Jon Brion, ascoltando una delle canzoni nuove, Oh Well, sia scoppiato a piangere. Sapendo ciò di cui è capace la cantautrice americana non stento a crederlo.

lunedì, 08 09 2003

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Caro vecchio post notturno
Si torna a casa, e si ritrovano le vecchie abitudini. Come quella, quando la casa è vuota e il pensiero si fa lento, quando tutto intorno è silenzioso e si sente solo lo stereo basso che manda musica adatta all’ora (questa sera l’ultimo -sottovalutatissimo- album di Anita Lane) di sedersi sulla riva del proprio blog (come direbbe qualcuno), e tentare di tramutare l’atmosfera in parole. Cosa che stasera, grazie a questa speculazione autoreferenziale, ha già perso tutto il suo senso. Ma vabbè.
Tra qualche minuto andrò a letto, molto stanco ma soddisfatto. Oggi sono tornato a casa, e dopo aver spostato mobili, pulito pavimenti, muri ed ogni genere di suppellettile, dopo aver trascinato scatoloni e rimontato lo stereo, il computer, la tv col vcr e tutto il resto, dopo aver recuperato tutti i vestiti sparpagliati in 10 tra sacchetti, scatoloni, borse e zaini diversi, dopo aver sbattuto tappeti, materassi e coperte, insomma, dopo aver quasi ristabilito la normalità in casa mia (dopo i massicci lavori di ristrutturazione che l’hanno interessata; vedi qui e qui), posso dichiarare ufficialmente la finita la mia Estate.
L’anno nuovo (perchè -lo dicono tutti, ma è vero- è questo Capodanno, altro che Primo Gennaio) porterà diverse novità. Le scopriremo (io come voi) un po’ alla volta. Per ora buona notte, e buon anno.



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sabato, 06 09 2003

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«Veltroni e baci!»
Guia su Il Foglio di ieri: George Clooney pensa che «Veltroni» sia un saluto italiano. Veltroni? There’s a party.

sabato, 06 09 2003

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Justin TimberMac
Il divo pop del terzo millennio è il nuovo testimonial di McDonald’s. L’ex cantante degli N’Sync ha già girato vari spot e registrato un jingle (prodotto dai Neptunes), che sicuramente nei prossimi mesi bombarderà senza sosta le 119 nazioni dove è presente la catena di Fa(s)t Food più famosa al mondo. Volete scommettere che tutti quelli che lo hanno sdoganato presto se ne pentiranno?

venerdì, 05 09 2003

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Traduttore traditore
Quella di Lost in traslation è una storia semplice. Bob è un attore cinquantenne sul viale del tramonto, in trasferta a Tokyo per registrare una pubblicità. Charlotte è la giovane e bella moglie di un fotografo di successo, appena laureata, che ha accompagnato il marito nella capitale giapponese. I due alloggiano nello stesso albergo, e complice l’insonnia causata dal jet-lag e il fatto di essere entrambi in una fase particolare della propria vita, s’incontrano e si trovano. La differenza di età tra i due, l’alienità e l’incomprensibilità della metropoli che li ospita, ed il senso di disagio ed estraneità che
li accomuna rendono fin dall’inizio impossibile ed improbabile lo sviluppo di ogni rapporto ‘canonico’ tra i due; che però avrà sviluppi tanto inattesi quanto ineluttabili. A raccontarla non sembra una storia particolarmente promettente; e non può che essere così visto che il film è costruito più sui vuoti che sui pieni, più su lente e serpeggianti suggestioni che sull’azione, più sul non detto che sull’esplicito.
Lost in Translation, secondo film diretto da Sofia Coppola (che di registi se ne intende: è la figlia di Fracis Ford Coppola e la moglie di Spike Jonze) dopo Il giardino delle vergini suicide, è un film che seduce e coinvolge, in modo talmente intimo e incomprensibile da rendere molto difficile da credere il fatto di avere a che fare con una regista così giovane. E’ un film fatto di chitarre inquiete in sottofondo (la colonna sonora è firmata nientemeno che da Kevin Shields, leader dei disciolti My Bloody Valentine), di lunghe notti senza giorni, di grattacieli e luci al neon, di whisky al bar dell’hotel, delle inspiegabili stravaganze giapponesi (guardate con occhio ironico ma benevolo), di fax notturni, di improvvise risate che scompaiono veloci come arrivano e di luci basse. E’ un film di persone perse, spaesate, bisognose di una traduzione, tanto di ciò che gli succede attorno quanto di quello che succede dentro e tra di loro.
Gli attori sono straordinari: Bill Murray, celebre per grandi ruoli comici (Ghostbusters, Ed Wood, I Tenenbaums) è enorme e straordinario, ed incarna in modo perfetto il senso di perdita ed estraneità che percorre il film, riuscendo a far ridere o a commuovere con un semplice cambio di espressione. Scarlet Johansson (L’uomo che sussurrava ai cavalli, Ghost World, L’uomo che non c’era) è -innanzi tutto- bellissima, ma non di quella bellezza da pin-up irraggiungibile che di solito Hollywood propina: è la bella ragazza dolce e un po’ triste di cui ci si può innamorare a scuola, o la sconosciuta incontrata sull’autobus che incanta anche solo con uno sguardo; perfetta per questo ruolo. La terza protagonista, come molti hanno scritto, è Tokyo, che con la sua aliena impenetrabilità e il suo freddo fascino notturno contribuisce in modo essenziale alla costruzione di una storia lirica, essenziale e coinvolgente come poche.
Ma le parole possono poco davanti a un film del genere. E non so, temo di non essere stato molto bravo a spiegarvi perchè questo film è così incantevole. Ma ci ho provato, e non potevo non farlo visto che questo è il mio film preferito del 2003, per ora. Fidatevi.
[Date un’occhiata al trailer (hi res, low res). Qui le ottime impressioni di uno dei miei compagni di avventure al lido, Shoegazer. Il film in Italia si chiamerà L’amore tradotto (titolo orribile, tanto per cambiare, che perde buona parte del senso dell’originale) ed uscirà nelle sale il 28 Novembre. Non perdetevelo.]




venerdì, 05 09 2003

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Musicboom, my religion
Musicboom
ha annunciato che da Novembre renderà disponibile una compilation di mp3, liberamente scaricabile dal suo sito, che vedrà svariati gruppi indipendenti italiani alle prese con il repertorio dei Beatles. Tra i primi nomi finore confermati Perturbazione (alle prese con Yesterday, davvero coraggiosi), Revolver, Jennifer Gentle, Slumber, Lara Martelli e A toys orchestra. Da leccarsi i baffi anche solo all’idea. La compilation sarà presentata al M.E.I. di Faenza, il 29 e il 30 di Novembre, che si preannuncia come il prossimo raduno indie-blog da non perdere.
Musicboom come
Loser, quindi. Ma noi sappiamo chi è stato il primo.. :-)